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Jessica Rossi: non saranno 400 colpi, ma 99 le bastano

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Jessica Rossi: non saranno 400 colpi, ma 99 le bastano

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Arriva la 13esima medaglia per l’Italia. A compiere l’impresa Jessica Rossi che nella finale della fossa olimpica colpisce 99 piattelli su 100. E’ il nuovo primato assoluto senior e junior. Come lei, nessun mai. L’emiliana delle Fiamme Oro ha gia’ vinto tre mondiali, quattro europei e due coppe del mondo. Una specie di regina del piattello, dato che il primo titolo è arrivato a sedici anni. Adesso a 20 anni la medaglia olimpica e una dedica che mostra di che pasta sia fatta la campionessa di Crevalcore.  
Consapevole di quello che rappresenta questo titolo per la sua terra, colpita dal terremoto, la Rossi ha pensato di dedicare la medaglia ai corregionali. Impressionante, dal punto di vista sportivo, il suo ruolino di marcia. 75 su 75 in qualifica e poi la finale chiusa, appunto, a 99.
 
Buone notizie per la Svizzera. Nell’ottavo giorno delle Olimpiadi, la Confederazione porta a casa il suo primo oro: nel triathlon femminile. A vincerlo Nicola Spirig, che nell’ultima prova, quella della corsa, ha battuto in volata, al photofinish, la svedese Lisa Norden e l’australiana Erin Densham. Solo il fotogramma ha potuto stabilire chi avesse vinto. Quinta è finita la favorita, la britannica due volte campionessa del mondo Helen Jenkins.
 
Nel tennis era Stati Uniti contro Francia la sfida che valeva la medaglia d’oro nel doppio maschile. A vincere sono stati i fratelli Bryan, teste di serie numero 1, che hanno sconfitto la coppia francese Tsonga/Llodra con il risultato finale 6-1;7-6.
 
Nel ciclismo la velocità su pista è appannaggio dell’Inghilterra. Questa volta è il team dell’inseguimento a squadre femminile a conquistare titolo con record del mondo incorporato, un altro, il terzo in questi Giochi. Argento agli Stati Uniti con il tempo di 3:19.727. Bronzo alla Bielorussia che ha battuto la Germania nella finale per il terzo-quarto posto.
 
In casa Italia delude un po’ la squadra femminile della spada che chiude settima su otto, una fine un po’ mesta per una compagine che aveva abituato i suoi tifosi a una lunga serie di successi.
 
Un capitolo a parte nella giornata lo meritano le performances della Cina con l’oro nella 20 km. di Ding Chen che chiude a 1:18:46. Record olimpico per lui.
 
E il nuovo record è l’ennesima dimostrazione, qualora ce ne fosse stato bisogno, dello strapotere di Pechino in tutte le discipline.  L’argento è storico per il Guatemala con Erick Barrondo. Il bronzo va a un altro cinese, Zhen Wang. Delusione per l’azzurro Giorgio Rubino, solo 42esimo.
 
I cinesi si dimostrano “umani” finendo dietro al Canada nella finale di trampolino femminile, un po’ a sorpresa. L’oro è andato a Rosannagh Maclennan, a quota 57.305, davanti proprio alla coppia delle grandi favorite. Argento per Huang Shanshan a 56.730, bronzo alla campionessa di Pechino, l’altra cinese He Wenna a 55.950.
 
Ma dove la scuola cinese ha mostrato tutta la sua meravigliosa potenza è stato nella finale dei 1500 metri stile libero maschili. Non capita spesso di vedere la sottile linea gialla che segna il record del mondo sugli schermi dei televisori inseguire e non precedere gli atleti. E dire che Sun avrebbe addirittura potuto essere squalificato a causa di una falsa partenza che i giudici hanno deciso di non sanzionare. Poi, bracciata dopo bracciata, il gigante di Hangzou, quasi due metri di pura potenza, si è letteralmente mangiato il record precedente, migliorato di circa 3 secondi. A questi livelli un’enormità. Sun  ha chiuso in 14’31’‘02, migliorando quel 14’34’‘14 da lui precedentemente detenuto. Argento al canadese Ryan Cochrane (14’39’‘63), bronzo al tunisino Oussama Mellouli (14’50’‘61). L’italiano Paltrineri ha chiuso quinto.
 
Anche gli statunitensi però hanno qualcosa da ricordare in queste finali londinesi. Una stella si è definitivamente consacrata. Si tratta della giovanissima Missy Franklyn. Appena 17 anni e già plurimedagliata a questi giochi. Una campionessa di stile anche fuori dall’acqua. Perché la Franklyn è di Aurora, il sobborgo di Denver dove un pazzo ha ucciso 14 persone alla prima del film “Batman”. Alle vittime della strage la Franklyn ha dedicato i suoi titoli. Per una stella nascente, un’altra si ritira dalle vasche. Si tratta del “cannibale” o dello “squalo” di Baltimora, Michael Phelps. Ad appena 27 anni dice basta, con 22 allori all’attivo. Nessuno ha fatto meglio di lui alle Olimpiadi.
 
Questo sabato è stato anche pieno di gare di atletica. Detto della marcia 20 km maschile, belle soddisfazioni in casa inglese con gli ori della Ennis nell’eptathlon e nel salto in lungo di Rutherford. A rendere indimenticabile la notte per il pubblico britannico il terzo oro nei 10.000 maschili di Mo Farah. Impetuoso lo sprint del fondista di origine somala che lascia quasi sul posto, in dirittura d’arrivo, lo statunitense Galen Rupp e l’Etiope Tariku Bekele. Prima medaglia d’oro per la Giamaica nei 100 metri femminili. Shelly Ann Fraser precede la statunitense Carmelita Jeter. Bronzo a un’altra giamaicana: Veronica Campbell Brown.