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GB: Ricotruzione e giustizia sociale. Il quartiere di Tottenham ad un anno dalla rivolta

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GB: Ricotruzione e giustizia sociale. Il quartiere di Tottenham ad un anno dalla rivolta

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Qualche segno è rimasto evidente a Tottenham, quartiere di Haringey, una delle zone piú povere di Londra. Qui un anno fa partiva la rivolta che avrebbe infiammato per lunghi giorni altri quartieri della capitale britannica fino a diffondersi nel resto del paese. L’ uccisione da parte di alcuni poliziotti di un giovane, diventó la miccia per esprimere la rabbia contro l’esclusione.

“Ci sono molti più poliziotti ora per le strade di Tottenham – dice il proprietario di un ristorante – Va bene, ma a parte questo non è cambiato niente rispetto all’anno scorso. La gente che vive qui ha poche entrate. Non c‘è lavoro, non riescono a realizzarsi. Per questo in molti stanno per strada e finiscono con mettersi in affari illegali”.

I disordini che provocarono in diversi punti del paese cinque morti, hanno lasciato molte ferite aperte.

Prima fra tutte quelle della famiglia del giovane ucciso dalla polizia durante un controllo, Mark Duggan, che attende ancora giustizia.

Nel quartiere di Tottenham intanto si parte dalla ricostruzione per lenire ricordi dolorosi.

“Ora è tutto molto calmo – dice un’abitante – Siamo alla lenta ma inesorabile ricostruzione. Qui ci sono i progetti di come sarà in futuro la zona e sembra che migliorerà molto”.

Tra traumi passati e presenti, Tottenham mantiene le proprie contraddizioni, nel primo anniversario dai disordini. Come la volontà delle nuove generazioni, anche se non coinvolte nella rivolta di chiedere “scusa” per le fiamme che si propagarono da qui.

“Un anno dopo i disordini di Londra – dice Ali Sheikholeslami, corrispondente di Euronews – ci sono alcuni segnali di miglioramento qui a Tottenham, dove tutto è cominciato. Ma per questa comunità l’occupazione rimane la sfida piú importante”.