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Siria: è scontro all'Onu, non cessano i bombardamenti

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Siria: è scontro all'Onu, non cessano i bombardamenti

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Nonostante il valore puramente simbolico, il voto sulla Siria all’Assemblea generale dell’Onu non ha mancato di rinnovare lo scontro all’interno della comunità internazionale. Il palazzo di Vetro chiede l’avvio di una transizione politica e deplora la mancanza d’azione del Consiglio di sicurezza.

La risoluzione, presentata dall’Arabia Saudita, ha ottenuto 133 sì e 12 no, tra i quali quelli di Russia, Cina, Iran e Corea del Nord.

“L’Unione europea sottolinea che bisogna escludere coloro che pregiudicherebbero la transizione e che il presidente Assad e non ha posto nel futuro della Siria – è la posizione del rappresentante di Bruxelles – L’Unione continua a sollecitare tutti i gruppi di opposizione a mettere da parte le differenze per trovare dei punti d’accordo e lavorare a una transizione inclusiva, ordinata e pacifica in Siria”.

Con le nazioni Unite bloccate dall’opposizone di Mosca e Pechino, la guerra civile siriana prosegue e lascia sul terreno almeno 120 morti nel 73esimo venerdì di protesta. Il fronte più caldo resta quello di Aleppo, nel nord del Paese.

La Russia continua a denunciare forniture di armi ai rivoltosi dall’estero e ha accettato di fornire carburanti a Damasco in cambio del greggio estratto nel Paese, bloccato dall’embargo internazionale.

Intanto, Tadamon, ultima roccaforte dei ribelli a Damasco, è ritornata sotto il controllo del regime, dopo l’intervento in forze delle truppe di Assad, sostenute da decine di blindati e dopo che gli elicotteri hanno martellato la zona fino alle prime ore del mattino.