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Ha resistito nei millenni a innumerevoli invasioni, ai restauri creativi di Saddam Hussein e alle truppe americane, ma ora un oleodotto fa tremare la Torre di Babele e rischia di infliggere il colpo di grazia al simbolo del patrimonio archeologico della Mesopotamia.

L’enorme tubo nero attraversa le mura dell’antica città di Babilonia da nord a sud. Inaugurato a marzo, ha scatenato una dura battaglia tra i ministeri del petrolio e del turismo. “L’oleodotto che è stato costruito all’interno della città archeologica di Babilonia metterà a repentaglio la città archeologica – ha detto il direttore
delle antichità di Babilonia A’Yid Galib -. Speriamo che questo problema sia risolto cambiandone il tragitto”.

A rischio c‘è anche la candidatura del sito per la lista del patrimonio mondiale dell’Unesco, già rifiutata ai tempi di Saddam Hussein a causa dei pesanti lavori di ricostruzione che aveva ordinato. Ora rischia di soccombere nella lotta tra le due principali ricchezze dell’Iraq: petrolio e patrimonio.

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