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Regno Unito-Russia: Putin a Londra dopo nove anni di tensioni

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Regno Unito-Russia: Putin a Londra dopo nove anni di tensioni

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Torniamo indietro di nove anni, all’estate del 2003, all’ultima visita di Vladimir Putin a Londra.

Da quell’incontro con l’allora primo ministro Tony Blair, le relazioni tra i due Paesi sono state turbate da numerose vicende, dallo spionaggio ai diritti umani, alla presenza di una comunità di esuli politici russi nel Regno Unito.

La cooperazione a livello di intelligence tra i due Paesi viene sospesa dopo la morte per avvelenamento da radiazioni dell’ex agente dei servizi segreti russi, Alexander Litvinenko, nel 2006 a Londra.

La moglie di Litvinenko ha accusato Putin di aver ordinato l’assassinio del marito e ha chiesto ai londonesi di indossare un nastro bianco in segno di protesta contro la visita del capo del Cremlino in occasione delle Olimpiadi.

Mosca rifiuta di estradare verso il Regno Unito il sospettato numero uno, Andrei Lugovoi, oggi membro del parlamento. I milionari russi esiliati a Londra, come Boris Berezovsky, sono un grattacapo per il Cremlino. L’asilo offerto loro dal Regno Unito suscita lo sdegno di Putin fin dalla sua ascesa al potere.

Questa “pietra-spia” ha alimentato ulteriormente le tensioni. Sembrava un normale sasso trovato in un parco di Mosca nel 2006. Ma invece serviva all’intelligence britannica per raccogliere informazioni riservate, ha ammesso Londra per la prima volta nel gennaio di quest’anno.
L’operazione era legata al finanziamento clandestino di oennegi in Russia. Di conseguenza Putin ha introdotto una legge restrittiva sulle organizzazioni non governative.

I colloqui di questo giovedì tra lui e Cameron si svolgono due settimane dopo il veto posto da Russia e Cina all’ultimo tentativo dell’ONU di mettere fine al conflitto in Siria.

Il no della Russia a tre risoluzioni del Consiglio di sicurezza è ingiustificabile, ha detto di recente il ministro degli Esteri britannico William Hague.

L’incontro per Cameron è un’opportunità per per far cambiare idea a Putin. Ma la comunità di esuli a Londra, che dicono di essere sfuggiti a un clima di repressione, non ha gradito la visita e ha protestato davanti all’ambasciata russa. Affermano che Putin non avrebbe dovuto essere invitato.

In ogni caso, la diplomazia olimpica sembra un buon modo per il capo del Cremlino, amante dello sport ed ex campione di judo, di alleggerire le relazioni con il Regno Unito. Inoltre sarà proprio il suo Paese a ospitare, presto, un appuntamento olimpico: i giochi invernali di Sochi, nel 2014.