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Russia: proteste anti-Putin e arresti

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Russia: proteste anti-Putin e arresti

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A San Pietroburgo e a Mosca la polizia ha fermato una trentina di persone che cercavano di organizzare una protesta contro Putin, in nome dell’articolo della costituzione che garantisce libertà di manifestazione, il numero 31.

Ecco perché questo tipo di azioni cominciate nel 2009, vengono puntualmente organizzate il 31 di ogni mese di 31 giorni.

In queste immagini una donna viene trascinata via dalle forze dell’ordine mentre grida “libertà di manifestare per tutti”.

Alexei Navalni, blogger e leader della protesta anti Putin che viaggia sulla rete, è stato oggi accusato formalmente del furto di legname per 400mila euro da una fabbrica pubblica mentre nel 2009 era consulente di un governatore regionale. Navalni, che rischia una condanna a 10 anni di galera, ha definito l’accusa assurda.

Come assurdo Navalni stesso ha definito il processo alle 3 ragazze della band ‘Pussy Riot’, protagoniste, a febbraio, di una protesta contro Putin sotto forma di preghiera-punk nella Cattedrale di Mosca.

Processo che tocca sempre più l’interesse dell’opinione pubblica, specie fra i giovani.

“Le ragazze hanno già detto che non comprendono le accuse. Penso che siano molti quelli che non le capiscono, come non si capisce perché siano in prigione da 5 mesi. E’ davvero triste che nel nostro paese si tengano processi come questo”.

In meno di tre mesi il presidente Putin, tornato a maggio al Cremlino, dopo un intermezzo di 4 anni da primo ministro, ha aumentato il controllo sulla società civile russa con l’adozione di leggi che l’opposizione considera repressive.