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Romney e il tour delle gaffe in Israele e Polonia

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Romney e il tour delle gaffe in Israele e Polonia

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Se doveva essere la carta da giocare per creare consensi internazionali attorno alla sua candidatura, il viaggio in Europa e Israele del repubblicano Mitt Romney non è riuscito.

Invitato in Polonia dall’ex Presidente e premio Nobel per la Pace Lech Walesa, Romney ha visistato i cantieri navali di Danzica, scatenando una polemica indiretta con l’attuale dirigenza di
Solidarność che ha preso le distanze e sottolineato che Romeny appoggia gli attacchi contro i sindacati americani.

Prima della Polonia, Romeny era stato in Israele e a Gerusalemme aveva sostenuto che il dislivello economico tra Stato Ebraico e territori palestinesi è imputabile alla differenza culturale tra i due popoli.

“Un’altra delle sue affermazioni razziste” ha replicato il capo negoziatore palestinese Saeb Erekat. “Palestini e Israeliani sono in conflitto ma sono persone alla stessa maniera, sono uguali, e affermazioni del genere non rendono servizio alla causa di chi cerca di proteggere e salvare vite in questa regione”.

L’analisi del candidato alla Casa Bianca è criticata anche da parte israeliana, per lo meno questa è la posizione di Abraham Diskin, Professore di Scienze Politiche all’università di Gerusalemme:

“Ha detto qualcosa di facilmente soggetto al fraintendimento e spero che di fraintendimento si sia trattato. Spero proprio che nessun candidato alla Presidenza degli Stati Uniti abbia convinzioni razziste”.

La visita di Romeny in Polonia è stata la prima oltre la vecchia cortina di ferro. Il candidato repubblicano ha incontrato il Primo ministro Donald Tusk a Varsavia, dove si erano radunate un migliaio di persone, alcune per accogliere Romney, altre per inneggiare a Obama.