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Aleppo: la tomba del regime siriano.

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Aleppo: la tomba del regime siriano.

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Ormai è chiaro: il destino della Siria e la caduta del regime di Assad sono legati alla città di Aleppo. Nella strade si combatte quella che è stata definita la battaglia finale. I ribelli siriani resistono alla controffensiva sferzata dall’esercito di Damasco, e ormai controllerebbero il 60% della roccaforte.

Situata a nord della Siria, al confine con la Turchia, Aleppo è da sempre un crocevia per gli affari finanziari. Considerata la capitale industriale del Paese, con oltre 2 milioni e mezzo di abitanti, è di grande importanza strategica. Per i fedelissimi del Rais perdere il controllo significa perdere il potere, per gli insorti è la fine del regime.

“Aleppo è una città molto importante, spiega un analista di Damasco. È il centro economico della Siria, è l’accesso per la Turchia nella parte settentrionale. Se i ribelli prendono il possesso, potranno facilmente accedere alle forniture di armi provenienti da Ankara”.

Da giorni, per le strade sono in corso violentissimi combattimenti; i morti si contano a decine, la situazione ormai è al limite; migliaia i civili in fuga, decine le case rase al suolo dai bombardamenti delle truppe regolari, acqua, cibo e medicinali iniziano a scarseggiare. Chi resta incita i ribelli a non mollare.

“Sta diventando impossibile restare qui, i militari ci sparano addosso, e noi abbiamo perso quasi tutto “.

“Siamo senza pane da oltre una settimana, giuro. Senza nulla da mangiare per noi e i nostri figli”.

Aleppo è il nuovo fronte caldo della guerra civile in Siria. Per il governo di Damasco e per il Presidente Assad la sconfitta sarebbe un duro colpo. Anche dal punto di vista stretegico. Qui si concentra il potere finanziario, da qui passano i soldi per finanziare la battaglia. Per entrambi gli schieramenti la parola d’ordine è resistere, anche a costo di un massacro.