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Russia: al via il processo alle Pussy Riot, le punk anti-Putin

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Russia: al via il processo alle Pussy Riot, le punk anti-Putin

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Le Pussy Riot rischiano 7 anni di prigione. Si apre oggi a Mosca il processo a carico di Maria, Nadezhda e Yekaterina, 3 membri del gruppo punk autore dell’Ave Maria anti-Putin eseguita con un blitz nella Cattedrale del Cristo Salvatore in febbraio scorso. Da allora sono in carcere.

“Una società senza solide basi morali può essere di gran lunga più pericolosa di una società troppo dura nei confronti di cosiddette performance come questa” dice un moscovita, cristiano ortodosso. “Quindi bisogna equilibrare le cose: 7 anni sono magari troppi ma anche quel che hanno fatto è riprovevole e il messaggio va mandato forte e chiaro”.

La decisione stessa di avviare un processo è del tutto infondata, secondo la difesa. Molti la leggono come una prova di forza nel quadro della rinnovata intesa tra Cremlino e Chiesa ortodossa.

“Secondo la legge in Russia quel che è accaduto non è soggetto al codice penale ma al diritto amministrativo. Per episodi del genere sono previste ammende fino ai 1.000 rubli – 30 euro circa. L’intera struttura processuale è ingiustificata. Ogni verdetto salvo l’assoluzione sarà illegale”.

I membri del gruppo avevano inscenato il brano in cui si chiede che Putin se ne vada, durante una funzione religiosa nella cattedrale moscovita. Il video, postato su internet, è stato visto e condiviso da milioni di persone.