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Preghiera punk anti-Putin: tre ragazze rischiano fino a sette anni di carcere

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Preghiera punk anti-Putin: tre ragazze rischiano fino a sette anni di carcere

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Rischiano fino a sette anni di carcere per aver inscenato una singolare “preghiera punk” anti-Putin, lo scorso febbraio, nella principale cattedrale di Mosca. All’origine, la “Pussy Riot”, una band di tre ragazze tra i 22 e i 29 anni, ora sotto processo per odio e ostilità religiosa.

“In alcuni paesi azioni come questa riceverebbero un trattamento molto più severo – ha dichiarato il premier russo Dmitri Medvedev. Per non parlare di particolari circostanze politiche in cui queste attività potrebbero finire in modo molto triste per chi le commette”.

La performance voleva sottolineare il legame tra Putin e la Chiesa ortodossa in vista delle presidenziali di marzo. La replica dell’avvocato della band:

“Di quali paesi sta parlando Medvedev? Di quelli in cui le persone vengono lapidate? Se si riferisce a quelli, è strano fare un parallelo con la Russia. Se Medvedev pensa che dovremmo adottare il clericalismo e che lo Stato secolare non sia il cammino che la Russia intende seguire, allora sì, avrebbe senso quello che ha detto”.

Il processo sta attirando le critiche delle organizzazioni per i diritti dell’uomo e le attenzioni dell’occidente sulle modalità russe di gestire il dissenso.