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La crisi rumena che ha portato al referendum

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La crisi rumena che ha portato al referendum

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E’ il 6 luglio quando il Parlamento rumeno vota la destituzione del presidente Traian Basescu. La Corte Costituzionale nomina all’interim una delle figure di punta della coalizione di centro sinistra, Crin Antonescu.

La crisi inizia il 27 aprile, quando una mozione di censura dell’opposizione fà cadere il governo di centro destra. E’ lo stesso Basescu a designare il social-democratico Victor Ponta alla premiership.

Il nuovo governo ottiene la fiducia il 7 maggio. Le prime critiche di piazza arrivano quando Ponta minaccia di sostituire i giudici della Corte Costituzionale e di ridurre i poteri dell’organismo. Di fatto all’inizio di luglio il nuovo premier revoca i presidenti delle Camere mentre la Corte Costituzionale denuncia un attacco senza precedenti da parte dell’esecutivo.

L’Unione europea accusa la Romania di aver messo a dura prova la sua fiducia e annuncia una sorveglianza rinforzata fino alla fine dell’anno in ambito ambito giustiziario.

Basescu, che si definisce un “lottatore”, si è indirizzato a migliaia di sostenitori il 26 luglio per chiedere di non andare a votare, sostenendo che i parlamentari nasconodono un colpo di stato dietro al voto democratico dei rumeni.