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Vinokourov corre contro il tempo

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Vinokourov corre contro il tempo

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Quasi 39 anni e non sentirli per nulla. Alexandre Vinokourov mette tutti in fila nella gara in linea e porta a casa una medaglia d’oro che nessuno si aspettava. Forse neppure lo stesso ciclista kazako. Peché pensare che un atleta che aveva vinto l’argento a Sydney nel 2000 potesse puntare al bersaglio grosso a Londra , non era davvero qualcosa di prevedibile. Il kazako scatta a 7 chilometri dall’arrivo assieme al colombiano Rigoberto Uran. Il gruppo resta di sasso e nel plotone restano chiusi anche gli italiani Nibali e Paolini.
 
Medaglia di bronzo è andata al norvegese Alexander Kristoff. E dire che tutti si aspettavano Mark Cavendish. Imbarazzante invece il risultato dell campione del mondo che ha concluso una gara tutta da dimenticare al 29.esimo posto. Fra i concorrenti che ricorderanno questa gara, e non certo con un sorriso, anche lo svizzero Fabien Cancellara che è invece caduto quando mancavano 14 chilometri dall’arrivo. A bocca asciutta anche lo spagnolo Valverde e il belga Gilbert. In volata Vino ha regolato Uran, anche se ai più è rimasta negli occhi la tattica inesistente del colombiano che si è fatto beffare come un pivellino. Anche se sembrava che, dopo 250 chilometri iniziati e conclusi davanti a Buckingham Palace, il sudamericano non avesse più birra a fronte di un Vinokourov fresco e potente come un ragazzino che può chiudere la sua carriera nel migliore dei modi, anche se con il campione dell’Astana, che aveva già annunciato la sua intenzine di ritirarsi, non si sa mai. 38 anni e 10 mesi sono una bella età, ma Vino non sembra ancora pronto ad andare a dar da mangiare ai piccioni al parco.
 
Da una sorpresa in positivo ad una in negativo, dal ciclismo al Judo il russo Arsen Galstyan è il nuovo campione olimpico per la categoria 60 kg di judo. Nessuno mette in dubbio la perizia del judoka di Nerkin Karmiraghbyur, se non fosse che sul gradino più basso del podio c‘è andato un certo Sobirov. Il campione uzbeko considerato il judoka più forte di tutti i tempi. L’argento è andato al giapponese Hiraoka, bronzo oltre a Sobirov, al brasiliano Kitadai, che aveva avuto la meglio sull’azzurro Elio Verde.