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E’ ritornato nel suo paese, il presidente ad interim del Mali, Diocunda Traorè, dopo che in seguito ad una aggressione fisica nel palazzo presidenziale lo scorso 21 maggio, era stato costretto a riparare in Francia.

Il capo dello stato, che ha detto di voler perdonare i suoi aggressori, dovrà ora lavorare alla formazione di un governo di unità nazionale entro la fine del mese, come richiedono i paesi vicini, sotto la minaccia di sanzioni economiche e politiche.

Traorè trova un paese di fatto tagliato a metà. Le province del nord restano in mano ai ribelli islamici legati ad al-Qaida nel Maghreb, mentre la capitale e il sud sono sotto il controllo delle forze governative.

Dalla coesione del futuro governo dipenderà la possibilità di condurre una contro-offensiva militare contro gli estremisti islamici, che negli ultimi quattro mesi sono riusciti a imporre la loro leadership.

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