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Sacrifici di BCE e privati: il piano d'emergenza per salvare la Grecia

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Sacrifici di BCE e privati: il piano d'emergenza per salvare la Grecia

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Bruxelles chiama, Atene risponde: nel giorno in cui dall’Unione Europea trapelano voci di un “piano dell’ultima spiaggia” per trattenere la Grecia nella zona euro, il primo ministro Samaras discute con la Troika dei nuovi tagli da oltre 11 miliardi di euro, studiati per 2013 e 2014.

“Risultati, risultati, risultati” il reiterato e minaccioso richiamo all’ordine lanciato appena alla vigilia dal presidente della Commissione Europea Barroso, al termine dell’incontro col premier greco.

Fatti e non parole, quanto Atene continua a promettere.

“Il primo ministro – rassicura il portavoce del governo Symeon Kedikoglou – ha discusso con i rappresentanti della Troika dei passi ancora da intraprendere per riportare sotto controllo la nostra situazione”.

Il succedersi delle proteste conferma però intanto l’alto prezzo sociale dell’austerity, denunciato da Pasok e Sinistra Democratica. Allarme che Bruxelles pare ora aver recepito e tradotto in un piano d’emergenza: tagli al debito greco da 70 a 100 miliardi di euro, a carico soprattutto di BCE e creditori, la strategia delineata in giornata.