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Stop al massacro in Siria: nuovo appello dell'Onu. La Turchia chiude le frontiere

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Stop al massacro in Siria: nuovo appello dell'Onu. La Turchia chiude le frontiere

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La Siria è una polveriera, la situazione è catastrofica e la comunità internazionale rilancia appelli per fermare il massacro in corso. In tutto il Paese, da Homs a Damasco si combatte, l’esercito bombarda le roccaforti dei ribelli da nord a sud. Ad Aleppo nuovo assalto da parte dei fedelissimi del presidente Assad contro civili disarmati. La città, da sei giorni teatro di violentissimi scontri, si prepara per la battaglia finale.

La Casa Bianca teme che il governo di Damasco sia in possesso, addirittura, di armi chimiche, mentre il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, da Sarajevo, esorta ad agire e intervenire rapidamente: “qui, nel cuore della Bosnia-Erzegovina, faccio un appello al mondo: si deve agire subito, in fretta, e tutti insieme. Dobbiamo fermare il massacro in corso in Siria”.

Il bilancio dei combattimenti ieri ha fatto altre 106 vittime. Intanto la Turchia ha annunciato la chiusura di tre posti di frontiera, in mano ai ribelli, per motivi di sicurezza; di fronte a una tragedia che non sembra vedere la fine, proseguono le defezioni eccellenti dal regime: due ambasciatori, a Cipro e negli Emirati Arabi, hanno lasciato gli incarichi.