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Ilva di Taranto, la magistratura arresta 8 dirigenti e sequestra gli impianti. Lavoratori in rivolta

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Ilva di Taranto, la magistratura arresta 8 dirigenti e sequestra gli impianti. Lavoratori in rivolta

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“L’inquinamento ha provocato malattia e morte ed è stato dettato dalla logica del profitto” con questa motivazione Patrizia Todisco, giudice per le indagini preliminari di Taranto, giovedì ha disposto otto arresti domiciliari e il sequestro di sei impianti dell’Ilva. Tra gli indagati, il patron Emilio Riva.

Le accuse sono pesanti: disastro ambientale colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro.

Paura e preoccupazione tra i lavoratori, in ottomila hanno invaso le statali Appia e 106, verso Taranto:
“ Noi dobbiamo tutelare anche l’ambiente ma come prima cosa il posto di lavoro. Troppo facile dire: chiudiamo l’Ilva, dice quest’operaio.” “Non sappiamo se domani entriamo, chi ha scomesso qui, che ha fatto degli investementi non sa cosa sarà domani” dice un altro lavoratore.

Giovedi è stato anche raggiunto un accordo tra governo e gruppo Riva con lo stanziamento di 330 milioni per la bonifica. Una decisione che arriva dopo anni di denuncie sui casi in continuo aumento di malattie tumorali causate dalla diossina.