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Crisi dell'euro: quali soluzioni

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Crisi dell'euro: quali soluzioni

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L’ultimo summit europeo è stato dedicato al futuro dell’euro. I leader dei 27 Paesi membri si sono accordati per la creazione, prima della pausa estiva, di un’autorità di controllo delle banche. E’ stato anche stabilito l’uso flessibile dei fondi salvastati per aiutare Paesi come la Spagna a evitare la bancarotta.

Ma la mancanza di dettagli precisi ha innervosito i mercati.

I leader europei hanno deciso di fissare entro la fine dell’anno una road map per l’unione economico-monetaria. Tra le varie proposte emerse: un maggiore ruolo della Banca Centrale, controlli più accurati sulla gestione dei bilanci nazionali e, forse, l’introduzione degli Eurobond.

La banca centrale tedesca insiste sul fatto che un’unione bancaria non può esistere senza il controllo centralizzato dei bilanci nazionali. Questo significa più politiche di austerità. Molti Paesi temono però che si arriverebbe a una maggiore agitazione nelle piazze europee con il rischio di destabilizzare Paesi come la Grecia.

Per i riformisti è necessario aprire il mercato europeo ad altre economie, ma anche finanziare nuove infrastrutture per creare occupazione.

Si tratta di soluzioni concrete? O è soltanto un modo per prendere tempo prima della fine?

Con noi in questa puntata di The Network: Guy Verhofsdtadt, capogruppo Alleanza dei Democratici e Liberali per l’Europa al Parlamento europeo, che avverte:“non c‘è più molto tempo per cercare una soluzione definitiva alla crisi del debito”; Sony Kapoor, direttore del think tank Re-Define e Andre Sapir, professore di economia all’Università di Bruxelles, secondo il quale la creazione di un’unione bancaria è nociva per la vitalità dell’euro.