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Strage di Aurora: film violenti sotto accusa

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Strage di Aurora: film violenti sotto accusa

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Con un breve preavviso e giocando un po’ sull’effetto sorpresa, Christian Bale si è recato ad Aurora, nel Colorado. L’attore che interpreta Batman nel film “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”, la cui prima era prevista nel cinema che ha fatto da sfondo alla strage, ha deposto insieme alla moglie un mazzo di fiori sul luogo della sparatoria.

E intanto ci si chiede se film troppo violenti abbiano potuto influenzare l’uomo accusato del massacro.

“Hollywood non ha linee guida” spiega Wang Yuan, produttrice di film indipendenti. “Se ce le ha, devono essere di tipo economico. In altre parole, i prodotti si basano interamente su regole di mercato. In termini di futuro della produzione, in una prospettiva più lunga, Hollywood andrà esclusivamente in cerca dei più grandi benefici economici”.

Ma il vero problema, per altri, è la facilità con cui si possono comprare fucili e pistole negli Stati Uniti.

“Abbiamo due candidati in corsa per la carica di presidente” dice Martha Stewart, produttrice televisiva. “Nessuno di loro ha detto niente sul controllo delle armi da fuoco. Ed è davvero necessario, in un mondo in cui le cose negative sono alla portata di tutti, mettere dei limiti al fenomeno”.

Un primo rapporto investigativo su James Holmes, accusato della strage che ha causato 12 vittime, stabilisce che il giovane potrebbe aver preso ispirazione da una cultura violenta. Nell’abitazione del 24 enne cavi elettrici, ordigni pronti a uccidere sul colpo e videogiochi con scene di guerra.