ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Londra 2012: una sicurezza 'Olimpica'

Lettura in corso:

Londra 2012: una sicurezza 'Olimpica'

Dimensioni di testo Aa Aa

Ci siamo. Le olimpiadi iniziano. E la tensione sale: per atleti, allenatori, organizzatori, sponsor, media, londinesi e soprattutto per coloro che devono garantire la sicurezza di tutti.
Il governo britannico fa mostra d’assoluta tranquillità davanti a una sfida simile.

“Ci attendiamo – dice in conferenza stampa Jeremy Hunt, ministro per la Cultura, lo Sport, le Olimpiadi e i media – circa un milione di persone in più
che ogni giorno arriveranno a Londra. Solo in termini di sicurezza, equivale ad ospitare 36 campionati mondiali tutti allo stesso momento.
Questa settimana potremmo arrivare ad avere qui più di cento capi di Stato”.

L’esecutivo sottolinea di aver studiato un piano flessibile, capace di adattarsi velocemente a eventuali falle. Come quella del G4S, la più grande agenzia privata di sicurezza al mondo che non è riuscita a recrutare gli agenti necessari.

Ai 13.500 militari previsti inizialmente sono stati aggiunti prima 3.500 uomini, poi ancora 1.200 per un totale di 18.200. G4S avrebbe dovuto fornire 10.400 agenti, invece ne fornirà meno di 6.000.
Qualcuno teme che una gestione a più voci della sicurezza possa diventare caotica. Di parere contrario il ministro competente, intervistato dal nostro corrispondente: “Abbiamo – assicura James Brokenshire, ministro per la Sicurezza – la polizia che lavorerà al fianco dei militari, del comitato organizzatore, delle agenzie di sicurezza e assieme a tutti gli altri. Questo approccio collaborativo ci aiuterà ad applicare il nostro solido piano di sicurezza”.

Ogni piano può avere dei punti deboli, ma l’organizzazione di questi Giochi ‘monstre’, sembra aver previsto ogni cosa. Forse anche troppo e non tutti sono felici di vedere Londra militarizzata in questo modo. Pattuglie ovunque, checkpoint, cecchini sui tetti missili terra-aria in città, una portaelicotteri sul Tamigi, un aereo di ricognizione, elicotteri puma di rinforzo.

E tutto questo anche perché nella mente dei londinesi sono ancora ben impressi gli attentati
del 7 luglio 2005: 56 morti sui mezzi pubblici proprio il giorno dopo che il Paese aveva ottenuto l’organizzazione dei Giochi del 2012. Subito dopo furono organizzate delle simulazioni, per capire come gestire eventuali emergenze.
In un contesto di Olimpiadi, la memoria va ad Atlanta, nel 1996: due morti e più di centro feriti.
Più lontano nel tempo, ma terribilmente attuale
per gli israeliani, Monaco di Baviera nel 1972 con undici vittime nella delegazione israeliana. Per questo Israele, che vuole impedire il ripetersi di episodi tanto drammatici, ha scelto di proteggere
gli atleti con i propri servizi di sicurezza.