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I profughi della Repubblica Democratica del Congo, verso una vita migliore

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I profughi della Repubblica Democratica del Congo, verso una vita migliore

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La loro marcia è lenta, rassegnata. Viaggiano verso la salvezza, portandosi dietro pochi effetti personali. Sono i profughi in fuga dal conflitto scatenato in aprile dai ribelli del movimento M23 contro il governo della Repubblica Democratica del Congo. Già 260.000 persone hanno dovuto abbandonare le proprie case. Ad accompagnare il loro esodo i militari delle Nazioni Unite.

“Ci sono state molte sparatorie tra la boscaglia a Rugari” – racconta un fuggiasco – “Abbiamo visto tante persone scappare e i soldati dar loro la caccia. Ecco perché siamo corsi via”.

Chi fugge va principalmente a est, verso la frontiera con Uganda e Rwanda. Un rapporto dell’Onu sostiene intanto che sia proprio il Rwanda a dare man forte ai ribelli. Il paese, però, smentisce. Ma le accuse hanno convinto gli alleati statunitensi a sospendere gli aiuti per l’anno in corso.

I profughi ricevono ogni mese razioni di cibo o buoni pasto per comprare da mangiare. Dal marzo scorso, il Programma Alimentare dell’Onu ha assistito 535.000 persone, 350.000 delle quali fuggite di recente. Da aprile, sono già 20.000 i rifugiati arrivati in Rwanda, 30.000 quelli giunti in Uganda.