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Victor Ponta:"La Romania vive un conflitto politico, ma è una democrazia europea"

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Victor Ponta:"La Romania vive un conflitto politico, ma è una democrazia europea"

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La Romania attraversa in questi mesi una profonda crisi politica. Il Premier Victor Ponta, alla guida di un esecutivo di centro sinistra è in aperta lotta per il potere con il Presidente Traian Basescu. L’Unione europea è preoccupata per la salute dello Stato di diritto in un Paese ormai caratterizzato dallo scontro diretto tra le due più alte cariche politiche.

Il conflitto potrebbe avere conseguenze ben più ampie. Insieme alla Bulgaria, infatti, anche la Romania desidera entrare a far parte dell’area Schengen. Accesso, che però, così potrebbe venire (essere) posticipato.

A pochi giorni dal referendum per votare l’impeachment del Presidente Basescu, la Commissione europea continua a monitorare Bucarest sul rispetto dello Stato di diritto e della lotta alla corruzione.

L’intervista di Euronews al Primo Ministro rumeno Victor Ponta.

Euronews:“La Romania è ancora una democrazia?”

Victor Ponta:“Certamente. E fa parte dell’Unione europea, di cui condivide gli stessi valori e sono certo che lo dimostreremo ai nostri amici e partner europei.

Euronews:“Durante le ultime settimane ha fatto approvare 40 decreti legge d’urgenza…la Romania è in guerra?”.

Victor Ponta:“No! Non direi in guerra….è nel bel mezzo di un conflitto politico. Manca il tradizionale dialogo tra le forze politiche. Non riusciamo a superare le differenze in termini di priorità politiche. Cosa che avrebbe potuto evitare questo conflitto”.

Euronews:“Questa lotta tra lei e il Presidente sta danneggiando la Romania. L’accesso all’area Schengen potrebbe essere posticipato per questo”.

Victor Ponta:“Beh, sarebbe un peccato, perché abbiamo rispettato tutti i requisiti tecnici e gli standard che erano richiesti per poter entrare nei confini dell’Unione europea- e su questo sia io che il Presidente Basescu siamo d’accordo..
Sarebbe davvero un peccato se la Romania e magari anche la Bulgaria venissero punite politicamente dal momento che abbiamo raggiunto tutti i requisiti tecnici per entrare nell’area Schengen”.

Euronews:“La Commissione europea pubblicherà quest’anno il proprio rapporto sulla Romania, qual è il vostro messaggio per Bruxelles?”.

Victor Ponta:“Il nostro messaggio più forte è che siamo riusciti a risolvere sette degli undici punti critici sottolineati dal Presidente Barroso e dalla Commissione in una settimana. Risolveremo anche gli altri e dimostreremo così alla Commissione di aver ricevuto il messaggio, di averlo accolto positivamente e di essere pronti a rimettere tutto in ordine per ripartire”.

Euronews:“Washington e Bruxelles sono entrambe molto preoccupate. Il ruolo e le decisioni della Corte costituzionale vengono rispettate ancora?”.

Victor Ponta:“Certamente. E pienamente anche. Il Parlamento ha reagito molto positivamente e ha provveduto a trasformare in legge le decisioni della Corte costituzionale. Tutto sarà come lo ha stabilito la Corte, anche il referendum dovrà raggiungere il quorum del 50% degli aventi diritto di voto, ma non solo. Il Parlamento e il Governo rispetteranno tutte le altre decisioni della Corte costituzionale e faranno in modo di attuarle”.

Euronews:“Per quale ragione ce l’ha con il Presidente? Per quale motivo vuole che se ne vada?”.

Victor Ponta:“Le risponderò molto semplicemente: perché l’80% dei rumeni vuole che se ne vada. Ma questa non è una risposta politica. Il vero problema è la totale divergenza sulle priorità politiche. Il Presidente Basescu ha assunto come priorità: l’austerity, ma anche la protezione del proprio partito e la politicizzazione delle istituzioni pubbliche. La nostra coalizione è forte di un importante risultato ottenuto alle precedenti elezioni locali, del 10 di Giugno. Frutto della presentazione di un’agenda politica diversa e basata su austerity e disciplina di bilancio in accordo con l’Unione europea, ma anche su crescita e occupazione: che poi è la tendenza europea.

Euronews:“Agli inizi di quest’anno la Romania è stata attraversata da imponenti manifestazioni, l’impressione era che la popolazione ne avesse abbastanza dell’austerity. Si sta esagerando? Vi state attenendo a questo accordo?”.

Victor Ponta:“Certamente.Siamo fedeli al 100% alle richieste del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione europea. E’ un dato di fatto.

Euronews:“La Commisione europea è preoccupata. Soprattutto dopo la rimozione dell’avvocato del Popolo. Come pensate di reagire?”.

Victor Ponta:“Il Parlamento, la nuova maggioranza, sta per nominare un nuovo Avvocato del Popolo, scelto in accordo con tutte le forze politiche”.

Euronews:“La sua coalizione di Governo ha anche provato a sostituire 6 dei 9 giudici della Corte Costituzionale….”.

Victor Ponta:“Appena la stampa ha iniziato a far circolare queste informazioni ho replicato con un comunicato stampa nel quale ho affermato che nessuno, in nessun modo, avvierà azioni contro l’indipendenza della Corte costituzionale e i suoi 9 giudici. E’ stata un’accusa politica, molto seria per altro, ecco perché ho risposto subito e chiaramente”.

Euronews:“Avete cambiato la legge elettorale giusto qualche mese prima delle elezioni…sembra una cosa strana”.

Victor Ponta:“E’ stata un’iniziativa del Parlamento. La Corte costituzionale ha stabilito che non ci possono essere cambiamenti durante l’anno delle elezioni, e abbiamo intenzione di rispettare questa decisione. A novembre parteciperemo alle elezioni e si voterà con la stessa legge del 2008.

Euronews:“Il suo amico, l’ex Premier Nastase, è stato arrestato per corruzione. Qualcuno l’accusa di voler destituire Basescu per graziare Nastase..

Victor Ponta:“Il Ministro Nastase non era un mio amico…è stato il miglior Primo Ministro che la Romania abbia mai avuto. Ora è stato condannato, e lui sconterà la pena. Il Presidente ad interim Antonescu ha già chiarito che nessuno sarà perdonato o graziato”.

Euronews:“Alcuni l’accusano di aver copiato la sua tesi di laurea. Si dimetterà?”.

Victor Ponta:“Ho scritto la mia tesi rispettando gli standard rumeni in vigore nel 1999.

Euronews:“La battaglia contro la corruzione andrà avanti? Si dice che vuole cambiare il direttore del Dipartimento Nazionale anti Corruzione”.

Victor Ponta:“Tutti i procuratori capo manterranno il loro posto di lavoro fino al termine del mandato. Le nuove nomine saranno fatte soltanto sulla base di un processo trasparente, monitorato anche dalla Commissione europea”.