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Grecia: il premier Samaras accusa l'Unione europea


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Grecia: il premier Samaras accusa l'Unione europea

L’Unione europea rischia di vanificare tutti gli sforzi compiuti da Atene. L’accusa a Bruxelles arriva dal primo ministro greco Antonis Samaras durante una riunione del proprio gruppo parlamentare. Secondo il premier l’economia del Paese, che nei prossimi mesi si contrarrà nuovamente, tornerà a crescere entro un anno e mezzo purché l’Europa lo permetta, evitando che la Grecia esca dall’Eurozona.

Intanto però i greci sono sempre più esasperati. Questa volta a scendere per le strade di Atene sono stati gli aderenti all’Adedy, il sindacato dei dipendenti pubblici, contro le misure di austerità che sembrano colpire sempre gli stessi: i meno abbienti, i pensionati e coloro che hanno un reddito da dipendente, ben noto al fisco.

“L’Unione europea – sostiene Kostas Tsikrikas, presidente dell’Adedy – deve cambiare politica perché questa dura austerità è un vicolo cieco, che ci sta portando alla recessione e alla disoccupazione”.

“È chiaramente un furto. Stiamo parlando – aggiunge Panagiotis Vavougios, presidente dei pensionati dell’Adedy – della nostra salute, della nostra proprietà, della nostra pensione. Ora arrivano e ce le rubano. Hanno già tagliato il 15%, poi il 20% e adesso tagliano un altro 23%”.

Nel Paese intanto sono arrivati i rappresentanti di Fondo Monetario Internazionale, Commissione europea e Banca Centrale europea. La Troika
valuterà le riforme messe in atto dall’esecutivo per decidere se assegnare la prossima tranche di aiuti, pari a 31 miliardi di euro, ad Atene.

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