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Armi chimiche: dalla Siria una realtà sempre più concreta

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Armi chimiche: dalla Siria una realtà sempre più concreta

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Damasco mostra i muscoli: userà il suo arsenale chimico solo in caso di aggressioni esterne e non contro i civili. Un pericolo che, a detta dell’Occidente, esisterebbe da molto tempo.

Le parole di Jihad Makdissi, portavoce del ministro degli esteri siriano sono pesanti, ma fanno trapelare una strategia difensiva: “Tutti i depositi di armi in possesso del nostro paese sono controllati e sorvegliati dall’esercito siriano. Useremo queste armi solo ed esclusivamente in caso di aggressione straniera contro la Repubblica Araba Siriana”.

In effetti, è dagli anni ’90 che la Siria viene accusata di possedere il più grande arsenale di armi non convenzionali del Medio Oriente. Ma quali? Quante? Difficile avere informazioni precise. Ogive caricate con queste armi potrebbero essere montate sui missili di cui è dotato il paese.

La base del comando missilistico è nei pressi di Aleppo. Ma in realtà le rampe di lancio sono tante.

Ad Al Safir, Latakia, Hama, Homs e Palmyra esisterebbero siti dove si ritiene vengano prodotte armi chimiche o biologiche.
Altri sono sotto monitoraggio.

Qui i siriani produrrebbero principalmente gas Sarin, ma anche Tabun, gas mostarda e VX.

Per i servizi segreti russi, la Siria possiede anche migliaia di bombe chimiche al Sarin pronte a essere caricate su aerei militari, che potrebbero sganciare anche gas VX. Il paese, però, non sembrerebbe altrettanto dotato di armi biologiche.

Israele si sente minacciato. L’ex capo dei servizi segreti militari dice che i missili non sono puntati sul paese, ma per il ministro degli esteri Lieberman esiste un rischio indiretto: “Se i siriani passassero armi chimiche o biologiche agli Hezbollah, per noi sarebbe un casus belli”, ha detto.

Una minaccia che non rappresenta una novità: già nel 2007, aerei israeliani volavano direttamente in Siria, per distruggere un sito in cui si riteneva che venissero prodotte armi nucleari.

Minacce e allerte rimbalzano continuamente da una parte all’altra. Per Saddam Hussein la dinamica non fu diversa: l’Iraq fu infatti accusato di possedere armi di distruzione di massa in grande quantità. Armi che però non vennero mai trovate.