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Un anno fa la strage di Utoya. Premier "Breivik ha fallito"

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Un anno fa la strage di Utoya. Premier "Breivik ha fallito"

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Il killer ‘‘ha fallito, il popolo ha vinto’‘. Il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg ha aperto con queste parole la cerimonia in ricordo delle vittime delle stragi di Oslo e Utoya, dove 77 persone morirono per mano di Anders Behring Breivik.

Stragi che hanno colpito al cuore un Paese, la sua capitale e i suoi giovani e che rappresentano l’attacco più sanguinoso contro la Norvegia dalla fine della seconda guerra mondiale.

“È importante tornare ad amare la vita – ha aggiunto il premier Stoltenberg – La società norvegese è diventata ancora più libera e forte. È una società che crede nella democrazia, dove la fiducia e l’apertura sono state rafforzate. E forse, in molti pensavano che avremmo fatto un passo indietro”.

La giornata di commemorazione, iniziata con la deposizione di una corona di fiori nel luogo in cui esplose la bomba, vicino al palazzo del governo, è stata seguita da una messa nella cattedrale di Oslo.

A Utoya si è tenuta una cerimonia riservata ai parenti delle vittime e ai sopravvisuti, molti dei quali ancora alle prese con i traumi di quella terribile esperienza.

A parlare per tutti, Christin Bjelland, la madre di un giovane scampato al massacro: “È molto importante per quelli che hanno perso una persona cara, dedicare un po’ di tempo per ricordare chi è stato ucciso – ha detto – È stata un’enorme tragedia e penso che significhi tanto stare tutti insieme e sentire l’affetto e la cura di tutti gli altri parenti delle vittime”.

I norvegesi reagiscono riproponendo i loro valori: Bjoern Ihler, un giovane sopravvissuto, ha detto che anche “gli estremisti devono avere voce in capitolo per evitare che si rifugino nella clandestinità”.