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Strage Denver: nel 2008 Corte Suprema Usa sancì diritto alle armi

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Strage Denver: nel 2008 Corte Suprema Usa sancì diritto alle armi

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James Holmes ha comprato le armi in suo possesso da alcuni rivenditori vicino casa e si è servito del web per procurarsi le munizioni.

La strage di Aurora riaccende il dibattito sulla detenzione di armi negli Stati Uniti. Nel 2008, la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionale il divieto al possesso deciso dal Distretto di Columbia e in Colorado basta la carta d’identità per aquistare una pistola.

“Devi essere residente nello Stato, avere più di 21 anni e non avere precendenti penali – spiega Richard Taylor, titolare di un negozio di armi – I controlli sono istantanei, in alcuni casi bastano 5 o 10 minuti, altre volte un paio d’ore”.

La lobby delle armi è molto potente e, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, democratici e repubblicani sono attenti a non scivolare su un terreno che divide l’opinione pubblica. Un diritto inviolabile per molti americani, sancito dal secondo emendamento della Costituzione.

“Non credo che un divieto totale sulla vendita di armi da fuoco possa prevenire queste tragedie. Probabilmente, avrebbe trovato un altro modo: poteva utilizzare una tanica di benzina e appiccare un incendio nel teatro”.

Nel 1999, a 30 chilomentri da Aurora, Eric Harris, 18 anni, e Dylan Klebold, 17, studenti della scuola Columbine, dopo essersi procurati senza fatica un piccolo arsenale, uccisero 12 loro compagni e un insegnante per poi togliersi la vita.