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Vent'anni fa veniva ucciso Paolo Borsellino

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Vent'anni fa veniva ucciso Paolo Borsellino

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L’Italia ricorda Paolo Borsellino. Vent’anni fa il giudice del pool antimafia morì, assieme a cinque agenti della scorta, nell’attentato di Via D’Amelio, dove abitava sua madre. E proprio in via D’Amelio si sono radunati i rappresentati della società civile per ricordare le vittime della mafia e chiedere giustizia. Dopo vent’anni infatti non sono ancora
stati trovati i mandanti della strage. Nessuna traccia anche dell’agenda rossa sulla quale il giudice annotava tutto.

A Palermo, per commemorare l’anniversario, assieme ai familiari di Borsellino e della scorta, il presidente della Camera Gianfranco Fini. L’omicidio di Borsellino fu portato a termine 57 giorni dopo l’attentato di Capaci in cui perse la vita il collega e amico di sempre Giovanni Falcone. 57 giorni vissuti da Borsellino sapendo di essere stato condannato a morte da Cosa Nostra.

Da più parti intanto arriva l’appello perché si faccia chiarezza sulle trattative tra Stato italiano e mafia nei primi anni Novanta. Un filo rosso che lega gli allora vertici della Repubblica con i boss della malavita e che forse costò la vita ai due magistrati che per primi cercarono di rendere più incisiva l’azione dei giudici contro il crimine organizzato.