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Gli scenari catastrofici sono la sua fonte di ispirazione: grattacieli travolti da tsumami, esplosioni nucleari.

Li analizza con un approccio fisico e matematico, ricreandoli attraverso un software di animazione 3D, auto-prodotto, e li cristallizza nelle sue opere grazie a una tecnologia di stampa laser di ultima generazione.

Eyal Gever è a pieno titolo un artista digitale.

Nel suo studio di Tel Aviv passa ore davanti al monitor a studiare in maniera maniacale l’evoluzione del fenomeno catastrofico, ne individua il momento culmine, ne riconosce il bello.

E quindi lo congela in un oggetto fisico con la stampa tridimensionale.

“Annullo le mie emozioni davanti ad un disastro naturale”, dice Gever, “Lo osservo con un occhio cinico funzionale al mio scopo. Sono come un serial killer”.

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