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Spagna: il dramma degli sfrattati

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Spagna: il dramma degli sfrattati

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La crisi della Spagna preoccupa ogni giorno di più. Il Paese sembra essere sprofondato in un circolo vizioso e uscirne è difficile. Chi perde il lavoro va ad accrescere le fila dei disoccupati e, senza uno stipendio a fine mese, pagare l’affitto è impossibile.
Secondo la Caritas sono ormai migliaia le persone senza un tetto.

Come la famiglia Jimenez. Fino a un mese fa abitava in un appartamento del quartiere Hortaleza di Madrid. Oggi vive accampata lì davanti.

“Questa – dice Esther, la madre – adesso è la nostra casa. Vivevamo lassù ma ci hanno sfrattati. Così abbiamo costruito questo rifugio”.

Esther è senza lavoro. Juaquin, il padre, prima della crisi riparava automobili. Oggi non più. La coppia ha 4 figli. Il maggiore ha 17 anni e si rende perfettamente conto della situazione. Gli altri, più piccoli, non ne sono troppo coscienti.

“Una vergogna – dice Juaquin – per i due più piccoli è come se fosse un gioco con il papà e la mamma. Un gioco da una casa all’altra”.

Tutte le loro cose sono rimaste in casa perché non sanno dove altro potrebbero metterle. Dopo lo sfratto l’ingresso dell’appartamento è stato murato. La famiglia sopravvive soltanto grazie ai 540 euro mensili donati dalla municipalità.

“L’assistente sociale – racconta Esther – non dice molto. A parte il fatto che se i miei bambini rimangono qui con me, me li porteranno via. Questo è tutto quello che dicono”.

Nella sfortuna gli Jimenez possono almeno appoggiarsi a un cognato che vive lì vicino. A casa sua possono lavarsi, cucinare e due dei bambini possono dormire là.

A notte fonda gli abitanti del qurtiere si ritrovano per la strada. Alcuni sono riusciti a mantenere la propria casa, altri no. Nessuno ha la possibilità di aiutare gli Jimenez: qui l’affitto di un appartamento si aggira attorno ai mille euro al mese.

“Dobbiamo resistere tutto il tempo necessario – conclude Juaquin – sennò dovrò entrare a forza nell’appartamento per prendere le nostre cose. L’inverno è duro e io non ho i mezzi, non ho i soldi. Siamo in Spagna e tutti reclamano il diritto di avere una casa decente”.