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Moody's declassa ancora l'Italia. Bankitalia: lenta ripresa dal 2013

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Moody's declassa ancora l'Italia. Bankitalia: lenta ripresa dal 2013

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La cautela resta d’obbligo ma è una pioggia di critiche dopo la nuova batosta di Moody’s all’Italia.

All’indomani del declassamento di 10 banche, enti locali e aziende pubbliche come Eni, Confindustria e diversi analisti puntano il dito contro quella che è considerata una speculazione internazionale: “per l’economia italiana è un grande problema, fa notare Nicola Borri, economista e docente della LUISS, perchè alcune banche sono molto fragili e avrebbero bisogno di un appoggio del governo. Senza contare che restano altissimi i costi per i finaziamenti alle imprese o per quelle famiglie che chiedono in prestito del denaro”.

Intanto gli italiani fanno i conti con le tasse, la disoccupazione che salirà fino all’11%, con l’aumento dei prezzi al consumo, e i salari sempre piu’ bassi.

E ancora una volta nel mirino dei cittadini ci sono proprio gli istituti di credito: “le banche non hanno saputo tenere i loro conti a posto e adesso dobbiamo intervenire tutti quanti per salvarle; per salvare quelli che hanno i nostri soldi. “ C‘è uno stacco molto grosso tra l’Italia reale, che è piena di volontà, di voglia di lavorare e di uscire fuori dalla crisi, con quella classe che gode di tutti i privilegi”.

Quest’anno il PIL scenderà ancora: -2%, per un timido segnale di ripresa si dovrà aspettare il 2013, ma secondo gli esperti per uscire dalla crisi servirà una forte coesione europea.