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Spagna: proteste contro il piano anticrisi

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Spagna: proteste contro il piano anticrisi

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Al grido “dimissioni-dimissioni” e “vergogna”, il movimento degli Indignados spagnoli è tornato in piazza a Madrid contro il piano di austerità varato ieri dal governo. Inizialmente pacifica quando è arrivata vicino al Parlamento, la manifestazione è degenerata in scontri con la polizia:

“Una delle persone fermate è stata picchiata dagli agenti in modo brutale – dice un giovane – Gli hanno dato tantissimi pugni in faccia. Nella foga, a forza di dar pugni un poliziotto ha addirittura perso l’elmetto”.

Almeno 5 dimostranti sono stati arrestati.

Dopo un bilancio 2012 molto rigoroso, con tagli per oltre 27 miliardi di euro, l’esecutivo guidato dal conservatore Mariano Rajoy ieri è tornato alla carica, approvando un pacchetto di misure per il prossimo biennio, con ulteriori 65 miliardi di riduzione di spesa.

La stangata prevede tra l’altro forti aumenti dell’IVA che, a partire da settembre, passa dall’8 al 21%. Sono esclusi dalla maggiorazione solo i generi alimentari di base, gli alberghi e i trasporti. Gli statali devono inoltre dire addio alla tredicesima e vengono ridotti anche i sussidi di disoccupazione, in un paese in cui più di un under 25 su due è senza lavoro:

“La cosa peggiore che può accadere all’economia spagnola è arrivare all’insostenibilità delle finanze pubbliche – dece il ministro dell’economia Luis de Guindos – Se le finanze pubbliche venissero percepite come insostenibili, allora la recessione in futuro diventerebbe molto più grave”.

C‘è però chi teme che proprio questi tagli possano alimentare la recessione, visto il loro influsso negativo sul potere d’acquisto della popolazione, inclusa la classe media.