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Nuove violenza in Siria, Mosca sempre più sotto accusa

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Nuove violenza in Siria, Mosca sempre più sotto accusa

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Proseguono le violenze in Siria mentre gli osservatori Onu cercano di capire i particolari del massacro di giovedì scorso e la missione tenta di entrare a Tremseh per verificare l’accaduto.

Secondo l’opposizione, sarebbero morte oltre 200 persone tra civili e oppositori e potrebbero essere state usate armi pesanti. Se confermato, l’eccidio di Tremseh sarebbe quello più sanguinoso dall’inizio della rivolta contro il regime.

La comunità internazionale è sgomenta di fronte a tanta violenza e sempre di più punta il dito contro Mosca, accusata di spalleggiare Assad.

Il portavoce del consiglio nazionale siriano George Sabra ha detto: “Riteniamo che la Russia sia responsabile per la strage di Tremseh e per gli altri massacri, perché ora è parte del problema e non parte della soluzione. E’ ovvio che la politica russa distruggerà gli storici buoni rapporti tra il popolo russo e quello siriano”.

Nessuno degli accordi con l’emissario internazionale Kofi Annan è rispettato da Damasco e dall’opposizione. Sull’adozione di sanzioni è in corso un duello che oppone i Paesi occidentali, Stati Uniti e Francia in testa, e la Russia. La battaglia diplomatica si svolge nel Consiglio di sicurezza dell’Onu, al momento paralizzato a causa dei veti.