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Romney zittito dai fischi. Autogol sulla Obamacare

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Romney zittito dai fischi. Autogol sulla Obamacare

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Non c‘è 32 senza 33. La Camera dei rappresentanti statunitense ribadisce il suo “no” alla riforma della sanità voluta dal presidente Obama.

Cinque i democratici che si sono uniti alla maggioranza repubblicana nell’ennesimo voto dal valore squisitamente simbolico.

Il Senato rovescerà infatti facilmente il voto, ma l’obiettivo era cavalcare lo scetticismo sulla cosiddetta “Obamacare” come Romney ha provato a fare a Houston, davanti alla platea della più importante associazione per la difesa dei diritti dei neri.

“Per difendere i posti di lavoro e ridurre le spese – ha detto il prossimo avversario di Obama – taglierò ogni programma che non sia essenziale. E tra questi l’Obama Care…”. Poi un coro di fischi, che gli impedisce di proseguire e lo costringe a un imbarazzato silenzio.

Perplessa la reazione in casa repubblicana. Di fronte a un presidente Obama, che tra gli afroamericani tocca picchi di popolarità del 90%, l’interrogativo di molti riguarda soprattutto la strategia di Romney. I “buuh” da poco raccolti anche da una platea ispanoamericana sembrano suggerire la sterilità della caccia al voto nelle comunità non bianche.