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Peugeot-CSA: la reazione dei lavoratori di Aulnay

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Peugeot-CSA: la reazione dei lavoratori di Aulnay

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Della crisi si sapeva: ma le dimensioni e le caratteristiche della ristrutturazione annunciata dal gruppo automobilistico sconvolgono il governo, che ha detto di ritenere inaccettabile il piano. E più ancora sconvolgono a Rennes, dove è difficile immaginare l’arrivo delle produzioni promesse, visti i tagli alla forza lavoro. E soprattutto sconvolgono a Aulnay: qui la fabbrica verrà chiusa. E i lavoratori fanno fatica a crederci.

“Ho passato tutta la vita in questa fabbrica”, dice un operaio, con 34 anni d’anzianità di servizio. “Migliaia d’ore di straordinario, centinaia di sabati. Ci siamo battuti per i clienti, per la qualità. I miei nipoti speravano di lavorare qui. Abitano nei dintorni di Parigi e stanno completando gli studi, e non ci sarà niente, perché non è solo Aulnay che chiude, ci sono tutte le piccole imprese che lavoravano per Aulnay”.

“Abito a 50 km da qui. E quindi o trasloco, o mi trovo un altro lavoro. Vuol dire vendere la casa, vuol dire i bambini, come farò a farli crescere. Ci sono molte domande senza risposta. Passerò delle magnifiche vacanze, adesso”

“Personalmente, non ho preoccupazioni. Ho cominciato giovane a lavorare, ho già una certa età. Per me non ci saranno troppi problemi, ma i miei colleghi che sono più giovani di me, soprattutto quelli che si ritroveranno sul mercato del lavoro a cinquant’anni d’età, per loro sarà dura”.

La fabbrica, ma anche l’indotto: tutta una regione a ridosso della capitale è destinata a impoverirsi, e a perdere un pezzo di storia. Anche se qui nessuno si rassegna.

“In questo stabilimento si sono svolte alcune delle lotte sociali più importanti degli anni ’80 in Francia. Sembra che anche oggi ci siano tutti gli ingredienti per un conflitto che non riguarda solo la fabbrica, ma l’avvenire stesso di un’intera comunità”