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Lotta alle ecomafie, l'esperienza italiana modello in Europa

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Lotta alle ecomafie, l'esperienza italiana modello in Europa

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Dal commercio illegale di legname a quello dei residui chimici, allo smaltimento di rifiuti elettronici: i crimini contro l’ambiente sono in aumento ovunque nel mondo, secondo le Nazioni Unite.

Un giro di affari nelle mani della criminalità organizzata, le cosidette ecomafie, che l’Unione europea non riesce ancora a contrastare efficacemente perché manca una piena consapevolezza delle dimensioni del problema.

Julian Newman, direttore dell’ong con sede a Londra, Environmental Investigation Agency: “La lotta a questi crimini è spesso considerata come non prioritaria, quindi non adeguatamente finanziata: è raro che ci siano azioni in giustizia contro il contrabbando, mentre invece servirebbe una risposta forte in Europa e nel mondo, perché questi reati hanno un impatto su tutti noi”.

In un’audizione pubblica, la presidente della Commissone speciale del parlamento europeo sulla criminalità organizzata, Sonia Alfano, ha affermato che l’esperienza italiana nella lotta alle ecomafie può essere un modello per dotare l’Europa di validi strumenti di contrasto: “Noi non possiamo pensare di continuare a stanare i sistemi criminali se non introduciamo lo stesso metodo che in Italia ha portato al successo, anche attraverso l’aggressione dei patrimoni criminali, quindi attraverso l’istituto del sequestro e della confisca dei beni”.

La Commissione speciale raccomanda maggiore coordinazione nell’azione investigativa di Europol, Interpol e dell’agenzia anti-frode OLAF. Tanto più che le organizzazioni criminali non hanno perso tempo a spartirsi il mercato per aumentare i guadagni.