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Censura 2.0? Allarme in Russia per la legge sul Web

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Censura 2.0? Allarme in Russia per la legge sul Web

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Lotta alla pornografia o lotta all’opposizione? La Russia si divide e si scontra sulle interpretazioni della nuova legge che autorizza schedatura e “liste nere” dei siti internet.

Dmitri Medvedev prova a smarcarsi dalle polemiche, dicendo che il web deve essere libero ma “soggetto a un certo numero di regole”. Il Premier sposa insomma la versione del partito di governo Russia Unita, che indica come priorità quella di evitare il far west in rete. Interpretazione che in molti accolgono tuttavia con scetticismo.

L’opposizione grida al primo passo verso la censura di quello che considera ormai l’unico vero spazio di dibattito e confronto anti-governativo.

“Non importa per quali ragioni un sito venga vietato – dice Ilya Dronov, del popolare sito LiveJournal -. Quello che conta è comprendere quali criteri ispireranno queste liste nere. Da un punto di vista delle procedure sembra quanto già fatto in Cina, o in Kazakistan, dove LiveJournal è stato chiuso perché non assecondava il governo”.

Dichiarato obiettivo della legge sono sono siti pedofili e incitanti al suicidio o alla droga. Perché entri in vigore, mancano ora il via libera del Consiglio della Federazione e la firma del presidente Putin.