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Londra 2012: mangiare o non mangiare? Questo è il dilemma...

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Londra 2012: mangiare o non mangiare? Questo è il dilemma...

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Digiuno dall’alba al tramonto. Le regole del Ramadan sono rigide e non ammettono eccezioni o tentazioni.

Pur tuttavia, con l’approssimarsi dei Giochi Olimpici di Londra sono molteplici le opinioni degli atleti religiosamente coinvolti.

Tra questi, Mohamed Sbihi, canottiere musulmano della nazionale britannica, il quale ha scelto di saltare il periodo di digiuno, partecipando alle Olimpiadi.

“E’ stata una decisione personale che ho preso di comune accordo con la mia famiglia, ed è stato informato anche l’allenatore. In tali circostanze non si dovrebbe digiunare”.

Sbihi ovvierà a questa sua decisione con la beneficenza, pagando pasti a 1800 poveri.

Di parere diametralmente opposto, invece, il saltatore triplo saudita Ossemah Masoud, che gareggerà per i suoi colori nelle Paralimpiadi.

“E’ normale, abbiamo già gareggiato nel 2008, io ero in pieno Ramadan, non c’erano altri disturbi. Si puo’ competere restando a digiuno senza particolari problemi”.

Il judoka palestinese Maher Abu Rmeileh, infine, si mantiene sul vago, pur sottolineando l’importanza storica della rappresentanza ai Giochi per il suo popolo.

“Lo sport non è influenzato da digiuno, Ramadan e cose simili – dice -, ma rimane sport, indipendentemente dalla stagione o dal mese in cui è eseguito. Noi siamo pronti e non importa che ci sia o meno il Ramadan”.

Insomma, mangiare o non mangiare? Questo l’amletico dubbio che attanaglia i circa 3000 atleti musulmani attesi a Londra 2012.