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Condannato ma non troppo. Alla sbarra per tre casi di corruzione, Ehud Olmert viene assolto dalle principali accuse.

Riconosciuto colpevole per un episodio risalente a quando era Ministro, l’ex premier israeliano rischia tuttavia fino a tre anni di carcere.

La Corte distrettuale di Gerusalemme ha recepito gli argomenti della difesa e respinto le accuse di frode e abuso di fiducia, relative a due altri episodi, verificatisi nello stesso periodo.

“Non c‘è stata corruzione e non c‘è stato nulla di tutto ciò di cui hanno provato ad accusarmi – ha commentato Olmert appena dopo il verdetto -. Si è invece ritenuto di condannarmi per il caso del ‘Centro d’investimenti’. Rispetto la decisione della Corte e ne trarrò le necessarie conclusioni”.

Tutti i reati a lui contestati si riferiscono al periodo in cui Olmert era sindaco di Gerusalemme e Ministro di industria e commercio. Accuse che nel 2008 lo indussero poi ad annunciare le dimissioni dalla guida del Governo.

La condanna riguarda una serie di prestiti a un suo ex associato in uno studio legale, che Olmert avrebbe favorito, abusando della sua posizione.

L’ex premier è stato invece assolto dall’accusa di aver aver preso mazzette milionarie da un uomo d’affari statunitense e di aver gonfiato i propri rimborsi.

Da gennaio, su di lui pende tuttavia una nuova accusa di corruzione, relativa alla costruzione di un lussuoso complesso immobiliare, che risale a quando era sindaco di Gerusalemme.

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