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Cameron-Hollande: incontro-scontro a Londra

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Cameron-Hollande: incontro-scontro a Londra

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I due leader politici minimizzano. Ma l’incontro a Londra fra il premier inglese David Cameron e il presidente francese François Hollande cade in una fase tesa nei rapporti fra i due Paesi.

Il recente invito di Cameron ai “Paperoni” francesi a sfuggire alle super-tasse di Hollande, trasferendosi a Londra, è stata l’ultima freccia al veleno scagliata da una sponda all’altra della Manica.

Già al G8 di Camp David a metà maggio, occasione del loro primo incontro, i loro diversi modelli economici e culturali si erano scontrati.

Non che i rapporti con Nicolas Sarkozy fossero solo “rose e fiori”. Ma i due leader politici erano riusciti a instaurare un rapporto di reciproca fiducia, che aveva spinto il premier inglese a esporsi durante la campagna elettorale francese, e a esprimere il suo sostegno al presidente uscente.

E così a marzo François Hollande, in visita a Londra, era stato ricevuto solo dal leader laburista Ed Miliband. David Cameron aveva preferito non incontrare il candidato socialista.

Indigeribile per il premier inglese il programma politico di Hollande, che in campagna elettorale dichiarava “Il mio vero nemico è la finanza» e “Sì alla Tobin tax”, la tassa sulle transazioni finanziarie.

L’ultima provocazione di Cameron a Hollande risale a giugno: “Se la Francia istituirà la tassazione al 75% per i più ricchi, noi stenderemo il tappeto rosso e accoglieremo altre imprese francesi. Potranno pagare le tasse in Gran Bretagna, per godere del servizio sanitario, del sistema di istruzione e così via”, aveva detto nel suo intervento al G20.

Mentre il presidente francese sta per imporre una nuova aliquota fiscale del 75% sulle somme dichiarate superiori a un milione di euro l’anno, Cameron sta mettendo in campo da tempo una politica di sgravi fiscali, per la gioia dei manager e broker della City di Londra, che da sola produce il 10% del Prodotto interno lordo nazionale.

L’ultima mossa di Cameron prevede un ribasso del tasso di imposizione dal 50 al 45% per coloro che guadagnano più di 150mila sterline l’anno.

Altro terreno di scontro è la missione in Afghanistan. Hollande ha già annunciato il ritiro delle truppe francesi entro la fine del 2013, mentre Cameron vuole rispettare il calendario fissato dalla Nato.

Sulla crisi dell’eurozona, Cameron promuove la linea dell’austerità, pur ammettendo che la lezione di uno Stato fuori dall’euro non può che essere ascoltata con una certa irritazione dai leader europei.

Hollande insiste che non ci può essere rigore senza politiche per la crescita.

In ogni caso, pur nella diversità delle posizioni, a entrambi è chiaro che avrebbero molto da perdere da un ulteriore deterioramento delle relazioni fra i due Paesi.