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Mea culpa sulle alluvioni. Mosca: "Errori negli interventi"

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Mea culpa sulle alluvioni. Mosca: "Errori negli interventi"

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Bandiere a mezz’asta e mezze ammissioni di colpa. Nel giorno del lutto nazionale per le vittime delle alluvioni, dalla Russia arrivano i primi mea culpa.

Oltre 170 le vittime contate dalle autorità.

Ai fedeli che cercano conforto nella preghiera, Mosca risponde ammettendo un intoppo nelle procedure d’emergenza.

Parole che non sembrano tuttavia bastare alla popolazione. “Quando in ballo c‘è la vita della gente – dice questa donna a Mosca -, puntare il dito e accusare può sembrare cinico. Simili tragedie non devono però ripetersi. Chi le ha rese possibili deve quindi essere fermato e punito”.

“Come al solito, i governanti se ne infischiano – le fa eco un’altra passante -. Si limitano a sperare che tutto funzioni, ma questa volta non è andata così”.

Poche ore dopo l’annuncio dell’apertura di un’inchiesta, il Ministro per le situazioni d’emergenza ha riconosciuto una falla nelle procedure. L’allerta è stata data, ha detto Vladimir Poutchkov, ma una serie d’errori si sono registrati nella catena di comando.

Il principale interrogativo riguarda i tempi di reazione: in molti, a Krymsk, dicono che l’allarme sia scattato soltanto ore dopo il via delle piogge torrenziali, che da venerdì si sono abbattute sulla regione, riducendo all’inagibilità oltre 5.000 abitazioni.