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Alluvioni in Russia: sale ancora il bilancio delle vittime

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Alluvioni in Russia: sale ancora il bilancio delle vittime

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Più di 170 morti per le alluvioni sul Mar Nero in Russia.
Divampano le polemiche per un disastro che, a detta di molti, si poteva evitare. Il presidente Putin ha ordinato un’inchiesta.

E’ un paesaggio di desolazione quello che caratterizza le zone colpite, soprattutto quelle di Krasnodar, Novorosiisk e Krymsk: automobili e alberi sommersi dall’acqua, case distrutte sul cui pavimento è rimasto uno spesso strato di fango e detriti.
Una stima delle autorità locali parla di 13.000 sfollati e di 4.000 abitazioni danneggiate. Sotto accusa l’apertura di un bacino artificiale senza preavviso.

“Qui ci sono forti piogge piuttosto spesso” spiega un’abitante del posto. “Di solito va tutto bene, il livello del fiume non sale mai. Se è successa una cosa simile, la colpa è di chi ha aperto la diga. Non ha importanza se le autorità smentiscono, sappiamo tutti che è così. L’intera città sa dell’apertura del bacino d’acqua che garantisce scorte a Novorossiisk”.

A Krymsk, dove sono morti anche numerosi animali e le strade sono diventate torrenti, non c‘è quasi più acqua potabile. Mancano anche gas e corrente elettrica. Promesso dal governo un risarcimento pari a 50.000 euro per ogni famiglia delle vittime.