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Israele: in 30.000 in piazza per chiedere la leva obbligatoria per gli ultraortodossi

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Israele: in 30.000 in piazza per chiedere la leva obbligatoria per gli ultraortodossi

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Stop all’esonero dal servizio militare obbligatorio per gli ebrei ultraortodossi. Lo hanno chiesto in 30.000 a Tel Aviv, durante una manifestazione organizzata davanti al Museo delle Belle Arti. L’argomento ha provocato una spaccatura all’interno della coalizione del premier Netanyahu:

“Oggi i politici stanno cedendo alla pressione che subiscono da altri politici, quelli ultraortodossi, che non servono la patria, ma possono esprimersi sul fatto che Israele entri in guerra o meno”, spiega Ron Ben Yishai, corrispondente di guerra e commentatore israeliano.

I manifestanti pretendono una riforma della legge, secondo la quale dal primo agosto tutti gli ebrei ultraortodossi renitenti alla leva dovranno essere considerati disertori. Ma Netayahu tentenna, perché teme lo scontro con due partiti, suoi alleati storici.

“Si approfittano del fatto che c‘é l’arruolamento obbligatorio, per alimentare conflitti, odio e rabbia tra i cittadini”, commenta il rabbino Israel Eichler, presidente dell’Ebraismo Unito della Torah e membro della Knesset.
“Perciò il nostro suggerimento è quello di cancellare per tutti il servizio militare, per trasformare l’esercito in una forza professionale di sicurezza, come negli Stati Uniti”.

Questa domenica, dunque, il Likud si riunisce per evitare la crisi politica.
La legge in vigore è stata giudicata incostituzionale dalla Corte Suprema.
La durata della leva in Israele è di tre anni per gli uomini e di due per le donne.