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Elezioni in Libia: Tripoli festeggia, scontri a Bengasi

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Elezioni in Libia: Tripoli festeggia, scontri a Bengasi

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Tripoli in festa sabato per le prime elezioni libere in Libia da settant’anni a questa parte. La gente è scesa per le strade, sventolando la bandiera nazionale e suonando i clacson. Migliaia di persone festanti si sono riunite in Piazza dei Martiri, l’ex Piazza Verde sotto Gheddafi.

“La Commissione elettorale nazionale annuncia la conclusione dello scrutinio”, ha dichiarato il presidente Nouri Al Abar.

Alta, ma non altissima, l’affluenza ai seggi: circa il 60%. I risultati definitivi dovrebbero essere resi noti mercoledì 11. Difficile fare pronostici sul risultato, ma i favoriti sono gli islamici di Al Watan e del Partito della Giustizia e della Ricostruzione.

Se Tripoli esultava, altrove si respirava tutt’altra atmosfera: a Bengasi, infatti, chiusi diversi seggi per gli scontri provocati dai militanti. Ad Ajdabiya, in Cirenaica, feriti due manifestanti che tentavano di rubare un’urna.

“Se verranno ignorate le nostre richieste di una più corretta rappresentazione degli equilibri regionali” – dice Hamed al-Hassi, portavoce dell’Alto Consiglio militare della regione – “il popolo cirenaico farà scorte di petrolio; lo esporteremo autonomamente e ricostituiremo lo Stato fondato nel 1951, quello della Cirenaica”.

La Libia ha dunque votato, ma rimangono scontri, polemiche e spaccature.
Il cammino verso la democrazia si preannuncia ancora lungo.