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Russia: prime proteste contro la legge che prende di mira le ONG

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Russia: prime proteste contro la legge che prende di mira le ONG

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Prime reazioni in Russia contro la scure decisa dal Parlamento nei confronti delle ONG.
La legge approvata dalla Duma mette di fatto sotto controllo tutte le organizzazioni non governative che ricevono finanziamenti dall’estero. Definite “agenti dello straniero”, dovranno ora presentare i giustificativi dei propri conti. Nel paese oltre ai presidi di protesta, l’opposizione ha denunciato la deriva antidemocratica del governo.

“L’obiettivo principale di questa legge non è solo di reprimere, per mettere la pressione sulle organizzazioni non governative – dice Sergei Mitokhin del partito Yobloko – L’ obiettivo principale è in realtà svilire il ruolo della società civile”.

Il testo di legge è opera di Russia Unita, partito al potere.

“Nessuno sta cercando di vietare l’attività delle ONG – sostiene Andrei Isaev di Russia Unita – Noi stiamo parlando solo di una cosa:
se le organizzazioni ricevono denaro dall’estero e al tempo stesso hanno un ruolo politico, è giusto che ammettano la propria natura, definendosi agenti con influenza straniera”.

Chi non rispetterà la legge rischia multe salate e condanne fino a quattro anni di carcere.

Le ultime misure riflettono la linea politica del presidente Putin che negli ultimi mesi ha criticato le ONG che hanno denunciato frodi alle legislative in combutta, secondo il Cremlino, con le potenze occidentali.