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I libici alle urne per sposare la democrazia

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I libici alle urne per sposare la democrazia

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La Libia vota liberamente per la prima volta da decenni.

Le elezioni legislative vanno avanti, con il 94 per cento dei seggi aperti malgrado i disordini nell’est del paese.

Più di due milioni e mezzo di elettori scelgono i 200 membri dell’assemblea nazionale, che avrà il compito di designare il nuovo governo e redigere la Costituzione.

Per le autorità libiche, si tratta di un momento storico: “I Libici hanno la sensazione di meritarsi queste elezioni”, ha dichiarato il primo ministro libico Abdurrahim el-Keib, “e sorprenderanno il mondo, come hanno fatto durante la rivoluzione. Inshallah”.

Tra lunghe file e grandi entusiasmi, la popolazione libica che ha decretato la fine di Muammar Gheddafi disegna il proprio futuro.

“Mi sento come uno sposo novello”, spiega Mohamed al Bezanti di Tripoli, “Oggi sono le nozze ​​della democrazia. È la prima volta che scegliamo chi ci governa e le persone sono felici, grazie a Dio”.

I partiti religiosi intanto, come già in Egitto e in Tunisia, contano di imporsi. Lunedì i risultati.