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Gli "Amici della Siria" vogliono una nuova risoluzione contro Damasco

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Gli "Amici della Siria" vogliono una nuova risoluzione contro Damasco

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Conclusa la riunione a Parigi, gli “Amici della Siria” si sono lasciati con la promessa di esercitare maggiore pressione sul Consiglio di sicurezza dell’ONU. I Paesi e gli organismi rappresentati a Parigi, in tutto un centinaio, sostengono l’idea di una nuova risoluzione contro il governo di Damasco, nel quadro del capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite.

L’obiettivo è quello di cooptare Mosca e Pechino, che al Consiglio di sicurezza hanno potere di veto e che finora, sulla Siria, hanno tenuto pigiato il pedale del freno:

“È necessario tornare al Consiglio di sicurezza per esigere l’attuazione del piano Annan, includendo il comunicato di Ginevra, che è stato approvato anche da Russia e Cina – ha detto il Segretario di Stato statunitense Hillary Clinton da Parigi – Adesso è scritto nero su bianco che anche loro vogliono una transizione. Dovremmo quindi tornare al Consiglio di sicurezza e chiedere una risoluzione che imponga reali e immediate conseguenze in caso di inosservanza”.

Il generale Manaf Tlas, l’alto ufficiale siriano che ha appena fatto defezione, è visto, anche dal Consiglio nazionale siriano, come la prima vera alternativa credibile al presidente al Assad. Ma la principale organizzazione di opposizione parla dell’appuntamento di Parigi come di un mezzo fallimento. Loro vogliono tutte le opzioni sul tavolo, compresa la soluzione alla libica: l’intervento armato:

“Non sono per nulla soddisfatto – ha detto Burhan Ghalioun, del CNS – I siriani ne hanno abbastanza dei comunicati stampa. Vogliono che venga bloccato il massacro. Vogliono che si faccia qualcosa, che venga creato un meccanismo o vengano imposte delle misure che fermino le uccisioni”.