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Argentina: condannati ex dittatori per sequestro dei figli di desaparecidos

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Argentina: condannati ex dittatori per sequestro dei figli di desaparecidos

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50 anni a Jorge Videla, 15 a Reynaldo Bignone: il primo e l’ultimo dei capi della dittatura militare che dominò l’Argentina tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80.
Ora sono stati condannati, insieme ad altri nove, da un tribunale di Buenos Aires per il sequestro di bambini, figli di dissidenti, riaffidati a famiglie vicine al regime.

Furono quasi 30.000 gli oppositori uccisi, e 500 i bambini nati nelle carceri clandestine e tolti alle madri nell’ambito di quello che secondo i giudici era un piano orchestrato ai vertici.

Solo poco più di cento di quei bambini hanno poi potuto conoscere la loro vera identità e la storia della loro famiglia, e in qualche caso abbracciare qualche parente. Le nonne di plaza de Mayo sono le più attive nel lavoro certosino di ricerca. Hanno accolto la sentenza come una vittoria storica: Videla e Bignone, ed altri gerarchi di quel regime, sono già condannati in altri processi, per le violazioni dei diritti umani: le torture, gli omicidi, le sparizioni. Ma la vicenda dei figli dei desaparecidos ha un’importanza storica e sociale del tutto particolare.