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Ufficiali siriani tra i profughi scappati in Turchia denunciano la violazione dei diritti umani

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Ufficiali siriani tra i profughi scappati in Turchia denunciano la violazione dei diritti umani

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Tra le migliaia di profughi siriani che cercano di lasciare il paese ci sono anche molti militari. Secondo stime di una agenzia di stampa di Ankara, almeno 85, tra ufficiali, sottufficiali e soldati, hanno disertato e si sono rifugiati oltre confine.

E alcuni di loro, raccontano storie drammatiche.

“Andavamo alle manifestazioni e avevamo paura gli uni degli altri. Se un soldato si rifiutava di eseguire un ordine andava incontro a una condanna a morte”.

Di torture e privazioni fisiche hanno parlato in tanti, e grazie alle loro descrizioni le associazioni per la difesa dei diritti umani hanno dettagliatamente ricostruito alcune pratiche.

“Quando ci hanno rinchiusi nella prigione dei servizi segreti a Homs, ci hanno appesi per le braccia e ci hanno picchiati dicendo: ecco qui la tua democrazia, ecco qui la tua libertà”.

Human Rights Watch ha diffuso un rapporto sullo stato delle torture in Siria. Ne parla Ole Solvang, responsabile della ricerca.

“Quello che risulta chiaro da questo rapporto è che la tortura è largamente e sistematicamente usata. Le informazioni che abbiamo raccolto e documentato descrivono uno stato di polizia in cui la tortura è ampiamente tollerata”.

Il mancato rispetto dei diritti umani, secondo l’Alto commissariato dell’Onu, non avviene soltanto da parte dell’esercito. “Sono state documentate violazioni sia da parte del governo che da parte dell’opposizione”.