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Italia: Lega Nord tra secessione e buonsenso

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Italia: Lega Nord tra secessione e buonsenso

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Che futuro per la Lega Nord, in Italia?
Passata dal 10 a neppure il 5% di preferenze alle ultime amministrative, in occasione del congresso di domenica la Lega ha eletto il nuovo segretario.

Roberto Maroni succede a Umberto Bossi. Travolta dai più recenti scandali, la Lega cambia così segretario ma non pelle.

Il cavallo di battaglia della Lega di ieri e di oggi non cambia: minore pressione fiscale per dare ossigeno alle imprese italiane.

Il governatore piemontese Roberto Cota:

“Abbiamo una pressione fiscale che ha dei livelli assolutamente intollerabili e le imprese vanno via per questo motivo non perché i nostri imprenditori sono stupidi o non sono capaci. Il problema centrale è abbassare questa pressione fiscale per renderle competitive”.

Con quasi il 70% di tasse da pagare, la percentuale più alta in Europa nel 2011, le imprese italiane decidono di andarsene.

Secondo i dati Istat tra il 2001-2005 circa 3mila aziende hanno fatto i bagagli.

Ancora Cota:

“Gli stati nazionali non sono in grado di dare delle risposte, quindi se queste risposte cominciano a partire dai territori, gli stati nazionali ne devono prendere atto. Un imprenditore piemontese ha qualcosa di meno rispetto a un imprenditore bavarese? E allora perché in Baviera esiste un sistema fiscale in grado di tutelarne gli interessi? Questo è un nostro diritto”.

Finita a testa bassa l’era Bossi, la battaglia della Lega oggi si gioca non più solamente in Italia ma in Europa.