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Siria: via dalle città fantasma, direzione campi profughi

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Siria: via dalle città fantasma, direzione campi profughi

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Il nord della Siria è costellato da città fantasma, devastate dalle bombe e dai combattimenti, abbandonate dai residenti messi in fuga da un anno e mezzo di rivolta e repressione.

Come nella provincia di Idlib, a Sarmada, ad Atareb, dove i graffiti parlano di una Siria che ormai è solo Bashar al-Assad.

“La vita è quasi inesistente qui ad Atareb, a causa del bombardamento continuo e dei tiratori scelti attivi sui tetti”, racconta un siriano mentre un video amatoriale mostra le immagini dei soldati appostati sui tetti delle case distrutte, “ L’esercito è nella zona e terrorizza i residenti. Quelli che sono rimasti non possono andarsene a causa della povertà provocata dalle truppe di Bashar al-Assad “.

I civili cercano scampo nei paesi vicini. L’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite parla di 185 mila persone per quest’anno e di almeno 150 milioni di euro per far fronte alla crisi umanitaria, cifre raddoppiate rispetto alle previsioni.

Si cercano soluzioni più a lungo termime, come in Libano, dove i profughi ricevono buoni pasti che consentono l’acquisto di prodotti freschi invece delle solite razioni secche.

Un sistema innovativo che migliora la vita dei siriani e nello stesso tempo aiuta l’economia delle comunità di accoglienza.