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Tedeschi pessimisti sul summit di Bruxelles

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Tedeschi pessimisti sul summit di Bruxelles

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I tedeschi proprio non ci stanno a pagare le colpe di altri. Non si sentono colpevoli dalla crisi economica che ha colpito l’Eurozona e sono restii ad aprire i cordoni della borsa per salvare i paesi dell’Unione in difficoltà.

Già pessimisti sui risultati del summit in corso a Bruxelles, sono convinti che anche se dovesse essere approvato un piano per la crescita, che secondo prime indiscrezioni ammonterebbe a poco meno di 13 miliardi di euro, non porterà a nulla.

“L’unica soluzione sarebbe invece che i Paesi che hanno ricevuto sostegno finanziario dall’Unione rispettino gli impegni concordati e non ottengano ulteriori concessioni”.

Anche se la Germania sta messa meglio di altri, però, ciò non vuol dire che i tedeschi possono dormire sonni tranquilli. I dati parlano chiaro: per i prossimi 2 anni il futuro dell economia dell’Eurozona non è affatto roseo e la prospettiva di una stagnazione anche per il 2013 si fa sempre più strada. Se da un lato si assisterà ad un lievissimo aumento dei consumi privati dall’altro si avrà un aumento della disoccupazione all’11.9% rispetto all’11,4% di quest’anno. In aumento, al 92,1%, anche l’indebitamento.

“Non contiamo nulla – dice un economista spagnolo – a decidere tutto sono e saranno francesi e tedeschi”.

Insomma la Germania ha tra le mani non solo il futuro dell’euro ma anche quello di 350 milioni di abitanti dell’eurozona.